L'autovalutazione
Come
considerato in precedenza, l'autovalutazione è la chiave di volta
che permette alla valutazione di mettersi veramente al servizio dell'apprendimento.
L'autovalutazione
è competenza chiave per l'Assistente di Pratica, che deve poter
mettere in atto questo tipo di valutazione prima su se stesso e poi anche
poter assistere le persone in formazione nella costruzione di questa competenza.
L'autovalutazione come strumento di formazione permette alle persone in
formazione di porsi il problema dei propri apprendimenti cognitivi, e
di affrontare il rapporto tra questi ed il loro significato per il proprio
sé e per la propria vita. Essa comporta la maturazione di un atteggiamento
di maggiore responsabilità personale e di autocontrollo sulle proprie
competenze.
Questa
particolare forma di autoregolazione delle attività di apprendimento
concepisce l'errore come un ostacolo positivo di fronte al quale occorre
sviluppare un atteggiamento costruttivo.
G. Nunziati propone di affidare l'analisi dell'errore alla persona in
formazione, affinché proceda all'interiorizzazione del procedimento
di feedback-correzione, in linea con l'idea guida della valutazione formatrice
di appropriazione dei criteri di realizzazione e di riuscita; questa deve
divenire capace di individuare le procedure non rispettate così
come le operazioni riuscite.
L'autovalutazione cerca infatti di produrre tre tipi di informazioni:
- sul "che cosa": conoscenze acquisite e strategie spontanee
di risoluzione di problemi;
- sul "come": modalità di lavoro e di apprendimento;
- sul "perché": cause del successo e/o dell'insuccesso.
Questo
tipo di valutazione non mira ad un voto, che spesso richiede alla persona
in formazione l'accettazione passiva dei contenuti, lo sforzo mnemonico,
il tentativo continuo e alienante di indovinare le risposte, ma mira ad
un apprendimento utile e consapevole.
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