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Il
soggetto che valuta e l'oggetto valutato
Come valutare?
La domanda ci induce a considerare il rapporto che unisce il valutatore
all'oggetto della valutazione. Il
valutatore porta sull'oggetto che egli valuta uno sguardo la cui tonalità
è in funzione di un'intenzione particolare rispetto a quell'oggetto.
Egli è portatore di un progetto riguardante l'oggetto.
Un'intenzione
del valutatore può essere quella di pesare o misurare l'oggetto:
quando l'oggetto è considerato sotto l'angolo della prestazione,
la valutazione ha per ambizione di misurare. Altra
intenzione è quella di valutare per apprezzare, il che pone in un
approccio non più quantitativo ma qualitativo. Non si valuta più
per misurare il proprio oggetto, ma per apprezzarne il valore in riferimento
a certi obiettivi. Ma
si può altresì valutare per cercare di comprendere come si
è giunti fin lì. Si valuta allora per interpretare, cioè
rendere la realtà intelligibile, enuclearne il significato.
Valutare
significa sforzarsi di osservare una realtà data per dirne
il valore, per prendere partito su di essa.
Ma bisogna comprendere bene cosa significa prendere partito. Il giudizio
del valutatore non è una sentenza senza appello che condanna una
persona.
Valutare non significa controllare, infatti:
· Controllare significa verificare la presenza di certi elementi.
· Valutare vuol dire porsi il problema del senso di ciò
che si fa. Vuol dire far emergere il qualitativo nel quantitativo.
Se
controllare significa verificare, allora valutare significa comprendere.
Mentre il controllo normalizza, in funzione di una verità prestabilita,
e gerarchizza le componenti della realtà, la valutazione interroga,
chiarifica, considera la relazione tra tutte le componenti in gioco (contesto).
Valutazione
Apprezzamento (riferimento ad un valore)
Indissociabile da un vissuto, da un contesto globale
Universo del senso
Posizione di soggettività
Processo infinito (parzialità e incompiutezza) |
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Controllo
Verifica (riferimento ad un registro)
Dissociabile dal contesto
Mondo del rigore
Posizione di oggettività
Mira totalitaria (volontà di compiutezza) |
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